Bachata

Bachata Livello Base

Pacchetto di 8 lezioni di un’ora

Mercoledì dalle 21.45 alle 22.45
c/o Dancing Black Panther di Vo’ Euganeo (PD) 

Bachata Livello Intemedio 1

Pacchetto di 8 lezioni di un’ora

Mercoledì dalle 21.45 alle 22.45
c/o Anthea Centro Danza

 

Bachata Livello Intermedio 2

Pacchetto di 8 lezioni di un’ora

Mercoledì dalle 20.45 alle 21.45
c/o Anthea Centro Danza

 

La bachata è nata a Santo Domingo nei primi decenni del ventesimo secolo (1900 – 1930), fra la povera gente e negli ambienti della prostituzione, come danza e musica di rifugio, rispetto alle durezze della vita. I testi della bachata erano storie di vita vissuta, spesso a contenuto amoroso e sessuale.

Le movenze del relativo ballo apparivano oscene e volgari: i partners stavano in permanente contatto, con i corpi l’uno contro l’altro, per tutta la durata del brano, tranne rarissime eccezioni. In tale posizione, la coppia si muoveva dondolando, marcando il quarto battito di ogni battuta musicale con equivoci colpi d’anca.

Nella bachata delle origini non esistevano tante figure: si doveva stare abbracciati, perchè proprio quello voleva il ballo. Per questo motivo, la danza era invisa alla borghesia, ed era osteggiata dalle autorità. Per diversi decenni, la bachata, snobbata dalle classi dominanti e medio-alte, è riuscita a sopravvivere nelle usanze del popolo basso, che comunque vi percepiva una naturale facilità/possibilità di identificazione. Il ritmo romantico di tale musica e le connesse figure di danza conquistavano inevitabilmente le persone abituate a vivere di stenti e di speranze. L’amore, forse, serve più ai poveri che ai ricchi, non fosse altro che per la sua capacità di lenire i dolori.

La bachata non sarebbe diventata famosa se non fosse stata scoperta e rilanciata da grandi musicisti ed interpreti. La storia, nel bene e nel male, è fatta sempre da quelli che contano. Juan Luis Guerra intuì la dolcezza di questo genere musicale e gli dedicò un album: Bachata Rosa. Attraverso la sua mirabile maestria applicata a melodie delicatissime, il mondo ha scoperto la bachata. In verità, a partire dagli anni 80, i media dominicani avevano riportato alla luce, in una cornice di positiva rivalutazione, questa tradizione popolare che veniva da lontano. Tanto che molti cantanti e gruppi autoctoni se ne fecero interpreti nelle loro tournèe inter-regionali (Rodriguez, Segura, Vargas, Santos, Rosendo, Bueno). Ma musica e danza restavano un fenomeno interno. Con J. L. Guerra la bachata fu introdotta nei circuiti internazionali.

Nonostante siano stati prodotti anche brani veloci di bachata, la relativa danza è legata esclusivamente a basi musicali lente. La bachata infatti è, per definizione, un ballo lento (28/35 battute al minuto) che in qualche modo somiglia al bolero cubano. Essa è nata da una sintesi di vari elementi (beguine, danzon e son), successivamente rielaborati secondo gusti europei. L’influsso prevalentemente spagnolo e francese è confermato dalla assenza o dalla scarsa presenza all’interno della bachata delle sonorità tipicamente africane. La sua catalogazione fra le danze caraibiche si giustifica in virtù dei luoghi di origine. Rispetto ai ritmi veloci di mambo, salsa e merengue, rappresenta la parte malinconica e triste della cultura caraibica: perchè dovunque le storie di vita e d’amore sono anche storie di lacrime amare.

La bachata, anche negli arrangiamenti e negli adattamenti moderni, più vicini alla nostra sensibilità, ha mantenuto quasi sempre il contenuto amoroso, lungo la duplice direttrice di sesso e sentimento. La sua diffusione in Europa, a partire dalla metà degli anni ’80, è dovuta anche ai numerosi gruppi di dominicani che si sono trasferiti nel nostro continente per motivi di lavoro.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche di questo ballo, si registrano almeno due impostazioni:
La prima, sostenuta da istruttori e teorici dominicani, vuole una bachata fedele allo spirito delle origini: una danza senza troppe figure e complicazioni, senza appesantimenti coreografici. Il ballo deve essere un cullarsi amorevolmente, al suono di una musica che ispira sogni proibiti ma legittimi. La danza va eseguita partendo dal secondo battito musicale. La figura di base consiste in una camminata avanti e indietro, a piccoli passi.

La seconda, tipicamente europea, propone una danza composita e ricca di figure. Per stare sul mercato, la bachata deve concedersi allo spettacolo e alle esigenze di una coreografia minima, che la renda fruibile dal punto di vista dello spettatore. A tal fine si mutuano dai più veloci ritmi di mambo e merengue figure e passi compatibili.

 Bachata Fusion Open

Pacchetto di 8 lezioni di un’ora

Presso Millenium Tre – Via Panizzon, 108 – Creazzo (VI)

Giovedì dalle 21.45 alle 22.45

La “bachata sensual” nasce dalla volontà di rendere ancora più sensuale il famoso ballo di coppia, coinvolgendo ancor di più quelle parti del corpo che nei balli caraibici vengono utilizzate maggiormente. La bachata sensual si distingue dalla bachata tradizionale per i movimenti ancor più sensuali ma allo stesso tempo delicati ed eleganti e per niente volgari. Nasce dall’incontro di due corpi che, trasportati da una buona complicità, permettono la creazione di figure ed espressioni uniche sulla pista. La bachata sensual si farà spazio ancor di più nel mondo dei balli caraibici: un grande feeling tra due persone sulla pista da ballo invoglierà le persone che amano danzare a cimentarsi in questo nuovo ballo.

Insegnanti:

Andrea Bedolo

Erika Polito

Sonia Marcellini

Lorenzo Dall’Armellina

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